BELLINZONA, 21 settembre 2017, ORE 9:00

Il processo a Lisa Bosia Mirra

La storia di Lisa Bosia Mirra divide e allo stesso tempo emoziona. Basta scorrere il suo diario per capire che la battaglia per i diritti dei rifugiati è la sua vita. Nelle prime pagine scrive: "Sono stata in silenzio a lungo ma adesso sono pronta a raccontare a chiunque abbia la voglia e il tempo di ascoltare quello che ho visto a Como, delle ferite ancora aperte, delle donne stuprate, dei minori respinti. Di come quel parco antistante la stazione si sia trasformato nella dimostrazione più evidente della fine di qualunque umanità". È per questo che "era impossibile fare diversamente da come ho agito".

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Il prossimo 21 settembre Lisa Bosia Mirra dovrà presentarsi davanti al giudice Siro Quadri, alla Pretura penale di Bellinzona, poichè accusata di aver aiutato, tra l’agosto e il settembre 2016, in almeno 9 circostanze, alcuni rifugiati, tra cui bambine e bambini, a entrare illegalmente in Svizzera. Lo ha stabilito la Pretura penale dopo che Lisa Bosia Mirra aveva fatto ricorso contro il decreto d’accusa emesso nei suoi confronti dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo. Quest’ultima aveva proposto una pena pecuniaria sospesa di 80 aliquote giornaliere e una multa. La deputata socialista si è sempre giustificata affermando di aver compiuto tutto ciò per motivi di carattere umanitario. La crisi migratoria che contraddistingue l’intera Europa, l’Italia e il confine con la Svizzera è un fatto noto. È in questo contesto che Lisa Bosia Mirra ha agito trovandosi confrontata con una crisi umanitaria che costringe masse di disperati - soprattutto bambine e bambini - a fuggire da Paesi in guerra o gestiti da regimi totalitari.

Questo OSSERVATORIO nasce con l'intento di fornire un'ampia documentazione sulla vicenda e sull'operato di Lisa Bosia Mirra per permettere ai media di svolgere il proprio lavoro in modo documentato. Siamo consapevoli che il diritto non deve essere violato ma anche di quanto le questioni umanitarie siano prioritarie. Il nostro scopo principale è la difesa dei diritti umani di coloro che difendono concretamente questi diritti. 

Il processo che, per ragioni di spazio si terrà nell’aula del Tribunale penale federale di Bellinzona, è previsto nell’arco di un solo giorno. La sentenza verrà comunicata giovedì 28 settembre alle 10.00